martedì 29 settembre 2026

«La cura non è un costo. È un diritto!»

Sostengo la petizione nazionale promossa da Mario Sommella. 
Guardate il video, firmate, fatela girare.

C'è una domanda che in Italia quasi nessuno fa ad alta voce, anche se riguarda ognuno di noi: chi si prenderà cura di te il giorno in cui non potrai più farlo da solo?

Oggi la risposta è quasi sempre la stessa: una figlia, una moglie, una sorella. Una donna che riduce l'orario o lascia il lavoro, rinuncia a una parte della propria vita e invecchia senza contributi. Intanto nessun bilancio pubblico registra quello che fa. Tra i 7 e gli 8,5 milioni di italiani assistono un familiare non autosufficiente. Senza di loro il sistema crollerebbe in una settimana.

Per questo aderisco con convinzione alla petizione nazionale «La cura non è un costo. È un diritto!», promossa dallo scrittore e attivista Mario Sommella, coordinatore nazionale delle politiche sociali e della disabilità di Azione Civile.

👉 Firma qui: https://c.org/N8rPmcjshB

Guardate questi quattro minuti




Il video mette in fila due date. Il 5 agosto 2026 il Parlamento ha autorizzato un margine fino a 36 miliardi di euro fuori dai vincoli europei di bilancio, destinato alla difesa. Il 2 settembre 2026 la Fondazione GIMBE ha certificato che alla sanità pubblica italiana mancano 36 miliardi di euro.

La cifra è la stessa, le scelte sono opposte. Da una parte si è deciso di spendere, dall'altra no. Non è una questione tecnica: è una decisione politica su quali vite meritano di essere protette.

I numeri dell'abbandono

  • 5,8 milioni di persone nel 2024 hanno rinunciato a curarsi per liste d'attesa troppo lunghe o per motivi economici.
  • Oltre 41 miliardi di euro l'anno pagati di tasca propria dalle famiglie per prestazioni sanitarie: quasi un euro su quattro della spesa sanitaria complessiva.
  • 3.000 euro al mese può costare la retta di una struttura per una persona non autosufficiente, spesso a fronte di una pensione di 1.000. La differenza la mette la famiglia, finché può.
  • 6,9 infermieri ogni mille abitanti, contro una media OCSE di 9,5.
  • L'unica misura dedicata, la Prestazione Universale, raggiunge solo gli ultraottantenni con ISEE fino a 6.000 euro. Scade il 31 dicembre 2026.

L'Italia è l'unico grande Paese europeo senza un servizio pubblico nazionale che prenda in carico chi perde l'autosufficienza. Nessuna legge ha abolito il diritto alla salute: è bastato allungare le liste d'attesa.

Che cosa chiede la petizione

La petizione sarà inviata, nome per nome, a oltre 1.600 eletti: deputati, senatori, consiglieri e assessori regionali, parlamentari europei eletti in Italia. A ognuno si chiede una risposta scritta e pubblica. Saranno pubblicati per nome chi aderisce, chi aderisce in parte e chi non risponde. Dopo la firma si verificherà anche come votano.

L'obiettivo è portare sette impegni precisi nei programmi della prossima legislatura:

  1. Un Servizio Nazionale per la Non Autosufficienza pubblico e universale, per ogni età, finanziato dalla fiscalità generale.
  2. Priorità e risorse certe per la disabilità grave e gravissima, con assistenza domiciliare fino a 24 ore quando serve.
  3. Il rifinanziamento strutturale del Servizio Sanitario Nazionale e un piano straordinario di assunzioni.
  4. Il riconoscimento giuridico del caregiver familiare, con tutele previdenziali, sanitarie e di sollievo.
  5. Retribuzioni europee per medici e infermieri e contratti veri per chi lavora nella cura.
  6. Vita indipendente e residenzialità pubblica al posto delle strutture orientate solo al profitto.
  7. Livelli essenziali delle prestazioni garantiti per legge, per fermare le disuguaglianze tra Regioni.

Il costo complessivo va dai 12 ai 17 miliardi l'anno a regime, pari a quattro-sei mesi di spesa militare italiana. Le risorse non mancano. Mancano le priorità.

Perché la sostengo

Mi batto da anni perché i caregiver familiari escano dall'invisibilità. Nel 2018 abbiamo ottenuto un primo riconoscimento con il comma 255 della legge di bilancio: un passo, non un traguardo.

«Finché curarsi sarà un privilegio e assistere un atto di eroismo solitario, l'Italia rimarrà un Paese a metà. È l'ora di rovesciare la piramide delle priorità: voltare pagina significa tornare ad ascoltare chi fa più rumore nel silenzio, gli ultimi.»

Tre cose che potete fare oggi

  1. Firmate la petizione. Serve un minuto e non costa nulla, perché la campagna non chiede denaro. 👉 https://c.org/N8rPmcjshB
  2. Condividete questo articolo e il video. Mandateli a chi assiste un familiare e pensa di essere l'unico. A chi ha rinunciato a una visita e si è vergognato di dirlo. A chi lavora in un reparto con metà del personale necessario.
  3. Leggete il libro da cui tutto nasce: La cura negata. Anatomia dell'abbandono di Mario Sommella, scaricabile gratis e liberamente diffondibile: mariosommella.wordpress.com

La petizione è aperta dal 1° settembre 2026 e si chiude il 31 gennaio 2027. Se la cura è un diritto, deve essere garantita. Altrimenti resta una parola scritta in una legge che nessuno applica.

Un abbraccio
Laura Bignami


venerdì 26 giugno 2026

Lo Stato non c'è stato. Bisogni reali, chiari e semplici, inascoltati. Rimini Expo AID 2026. Forza!

Laura Bignami, madrina dell’emendamento 255, inizia ringraziando i presenti, in particolare i caregiver che, nonostante gli imprevisti, hanno dimostrato grande capacità di adattamento e pazienza. Sottolinea come l’emendamento rappresenti un traguardo fondamentale dopo dieci anni di battaglie: il riconoscimento ufficiale di un ruolo che, fino a poco tempo fa, era completamente invisibile e non tutelato.

Il cuore del suo discorso si concentra sulla necessità di riconoscere economicamente e socialmente il lavoro dei caregiver. Bignami evidenzia che, oltre al valore umano e sociale, esiste un valore economico per lo Stato: calcolare il risparmio che deriva dal lavoro non retribuito dei caregiver sarebbe un passo fondamentale per cambiare il paradigma attuale. Attualmente, lo Stato non riconosce questo contributo, ma dovrebbe iniziare a considerarlo come una struttura portante della società, trasmettendo valori profondi come quelli legati alla maternità e alla cura.

Bignami passa poi ad analizzare le tre necessità urgenti dei caregiver:

  1. Una pensione e il riconoscimento del lavoro svolto, anche attraverso contributi figurativi (attualmente assenti nel disegno di legge).
  2. Misure di prevenzione per evitare il burnout, dato che la resistenza e la forza dei caregiver diminuiscono con l’età, sia loro che di chi curano.
  3. Sinergie tra pubblico e privato per finanziare questi interventi. Bignami cita esempi concreti:
    • Fondi europei.
    • Welfare privato e fondazioni che ogni anno devolvono risorse per il sociale.
    • Possibilità di aprire questi fondi anche al privato, già sperimentata in altri ambiti.

L’appello finale è rivolto alla politica: serve una vera volontà per trovare i fondi necessari e garantire diritti concreti. Bignami conclude ringraziando la ministra Alessandra per aver dato voce a questa battaglia e aver unito le forze in un evento significativo, auspicando che questa energia venga ora indirizzata verso soluzioni strutturali.



 Pochi minuti per riassumere a tutti che:

Riconoscimento Legale dei Caregiver

·        Approvazione di un emendamento alla Legge di Bilancio (commi 254-255) che istituisce la figura giuridica del Caregiver Familiare.

·         Viene istituito un fondo di sostegno dedicato.

·         Primo riconoscimento ufficiale della figura giuridica in Italia di #Caregiver Famigliare.

Il Valore Sociale dei Caregiver

·         Madri, padri, coniugi, figli svolgono cure continuative, spesso H24.

·         Rinunciano a carriera, salute e libertà.

·         Sono un pilastro invisibile del welfare, risparmiano miliardi di euro all’anno al sistema sanitario.

·         Non sono costi di bilancio, ma risorsa fondamentale.

Le Necessità dei Caregiver

·         Accesso agevolato e anticipato alla pensione per anni dedicati alla cura di disabili gravi.

·         Contributi figurativi per il lavoro di assistenza non professionale a domicilio.

·         Sistema di prevenzione del burnout con assistenza domiciliare di qualità e supporto psicologico.

La Sfida del Futuro

·         Invito alle nuove generazioni a comprendere e accogliere le fatiche dei caregiver.

·         Necessità di cambiamenti sostanziali per migliorare la vita dei caregiver.




domenica 4 maggio 2025

“Avrò cura di te…… …….il Welfare per la disabilità ”

Continuiamo ad informare, anche se i Governi pensano di prendersi cura degli altri armandosi, mentre piangono lacrime di coccodrillo per Caregiver e Disabili, o fanno Disability Washing con eventi e promesse di riforme (tagliando ovunque risorse e benefici).



Programma

Ore 14.30: Registrazione partecipanti

Ore 15.00: Saluti

Avv. Jacopo Maria Ferri

Sindaco di Pontremoli

Avv. Roberto Valettini

Presidente Società della Salute Lunigiana

Avv. Giovanna Barsotti

Presidente Ordine avvocati di Massa Carrara

Dott. Paolo Bestazzoni

Presidente Associazione Lunigianese Disabili odv

Interventi:

Ore 15.30: Il Caregiver…..dalle origini.

Dott.ssa Laura Bignami Senatrice della XVII^ Legislatura

Ore 16.10: Caregiver familiari, persone in attesa di diritti.

Dott. Alessandro Chiarini Presidente coordinamento nazionale Famiglie con disabilità

Ore 16.50: Non c’è welfare senza lavoro.

Dott. Marino Bottà Direttore Generale ANDEL Agenzia Nazionale Disabilità e Lavoro

Ore 17.30: Dibattito

Modera l’evento il dott. Cosimo Maria Ferri

Per gli avvocati partecipanti saranno riconosciuti tre crediti formativi ordinari dall’Ordine degli Avvocati di Massa Carrara

Tribunale di Pontremoli –Sala delle Udienze -

venerdì 9 maggio 2025 ore 14.30

venerdì 27 gennaio 2023

CAREGIVER. 2023. Se ne parla, ma troppo poco e con poca conoscenza. Fate rete!

 




Buongiorno.
Complimenti per il vostro servizio.
Devo però segnalarvi alcune cose mancanti o imprecise nel vostro servizio, comunque ben fatto.
Si parla di Caregiver da decine di anni, con decine di battaglie, incontri e sensibilizzazioni.
Se si parla usando il termine "Caregiver" e si può legiferare grazie al riconoscimento formale del termine, dobbiamo ringraziare Laura Bignami (defenestrata nel 2014 al Misto dal M5S) con il suo piccolo ma importante "Comma 255" inserito da lei in Finanziaria 2017 al termine del suo mandato.
Sono suo marito ed ho seguito e collaborato al suo lavoro.
Purtroppo la sua proposta di Legge Dl 2128 è stata affossata, come molte altre, ma la definizione di Caregiver c'è, e siamo contenti che il termine cominci a circolare e ad essere correttamente utilizzato (senza confonderlo con le Badanti), per se consci che non basta per nulla.
http://laurabignami.blogspot.com/2017/05/vi-imploro.html
Inoltre, Associazioni che, a differenza di quanto detto nel servizio, si occupano di Caregiver esistono.
Una Associazione, che ha collaborato e sostenuto il lavoro in parlamento della Senatrice Laura Bignami in tutti questi anni ESISTE, è il CONFAD, da qualche anno rappresentato da Alessandro Chiarini e inizialmente dalle battaglie di Simona Bellini, fino al parlamento europeo (contattate loro se volete approfondire e lottare per una legge seria sui Caregiver, senza restare passivi o superficiali) . 
Giampaolo Sablich
(uno dei tanti)


giovedì 27 ottobre 2022

Caregiver. Notizie dalla rete.

 

giovedì 21 ottobre 2021

Complimenti all'Avvocato Borrè e alla sua lotta per la democrazia e la legalità di un Movimento Scomparso.

Che le cose stessero prendendo una brutta piega (fin dall'inizio in realtà) lo avevamo detto da tempo. Finalmente qualcuno lo ha dimostrato davanti ad un giudice.
E' tardi oramai, ma è importante.
Grazie Avvovato Borrè.