Sostengo la petizione nazionale promossa da Mario Sommella.
Guardate il video, firmate, fatela girare.
C'è una domanda che in Italia quasi nessuno fa ad alta voce, anche se riguarda ognuno di noi: chi si prenderà cura di te il giorno in cui non potrai più farlo da solo?
Oggi la risposta è quasi sempre la stessa: una figlia, una moglie, una sorella. Una donna che riduce l'orario o lascia il lavoro, rinuncia a una parte della propria vita e invecchia senza contributi. Intanto nessun bilancio pubblico registra quello che fa. Tra i 7 e gli 8,5 milioni di italiani assistono un familiare non autosufficiente. Senza di loro il sistema crollerebbe in una settimana.
Per questo aderisco con convinzione alla petizione nazionale «La cura non è un costo. È un diritto!», promossa dallo scrittore e attivista Mario Sommella, coordinatore nazionale delle politiche sociali e della disabilità di Azione Civile.
👉 Firma qui: https://c.org/N8rPmcjshB
Guardate questi quattro minuti
Il video mette in fila due date. Il 5 agosto 2026 il Parlamento ha autorizzato un margine fino a 36 miliardi di euro fuori dai vincoli europei di bilancio, destinato alla difesa. Il 2 settembre 2026 la Fondazione GIMBE ha certificato che alla sanità pubblica italiana mancano 36 miliardi di euro.
La cifra è la stessa, le scelte sono opposte. Da una parte si è deciso di spendere, dall'altra no. Non è una questione tecnica: è una decisione politica su quali vite meritano di essere protette.
I numeri dell'abbandono
- 5,8 milioni di persone nel 2024 hanno rinunciato a curarsi per liste d'attesa troppo lunghe o per motivi economici.
- Oltre 41 miliardi di euro l'anno pagati di tasca propria dalle famiglie per prestazioni sanitarie: quasi un euro su quattro della spesa sanitaria complessiva.
- 3.000 euro al mese può costare la retta di una struttura per una persona non autosufficiente, spesso a fronte di una pensione di 1.000. La differenza la mette la famiglia, finché può.
- 6,9 infermieri ogni mille abitanti, contro una media OCSE di 9,5.
- L'unica misura dedicata, la Prestazione Universale, raggiunge solo gli ultraottantenni con ISEE fino a 6.000 euro. Scade il 31 dicembre 2026.
L'Italia è l'unico grande Paese europeo senza un servizio pubblico nazionale che prenda in carico chi perde l'autosufficienza. Nessuna legge ha abolito il diritto alla salute: è bastato allungare le liste d'attesa.
Che cosa chiede la petizione
La petizione sarà inviata, nome per nome, a oltre 1.600 eletti: deputati, senatori, consiglieri e assessori regionali, parlamentari europei eletti in Italia. A ognuno si chiede una risposta scritta e pubblica. Saranno pubblicati per nome chi aderisce, chi aderisce in parte e chi non risponde. Dopo la firma si verificherà anche come votano.
L'obiettivo è portare sette impegni precisi nei programmi della prossima legislatura:
- Un Servizio Nazionale per la Non Autosufficienza pubblico e universale, per ogni età, finanziato dalla fiscalità generale.
- Priorità e risorse certe per la disabilità grave e gravissima, con assistenza domiciliare fino a 24 ore quando serve.
- Il rifinanziamento strutturale del Servizio Sanitario Nazionale e un piano straordinario di assunzioni.
- Il riconoscimento giuridico del caregiver familiare, con tutele previdenziali, sanitarie e di sollievo.
- Retribuzioni europee per medici e infermieri e contratti veri per chi lavora nella cura.
- Vita indipendente e residenzialità pubblica al posto delle strutture orientate solo al profitto.
- Livelli essenziali delle prestazioni garantiti per legge, per fermare le disuguaglianze tra Regioni.
Il costo complessivo va dai 12 ai 17 miliardi l'anno a regime, pari a quattro-sei mesi di spesa militare italiana. Le risorse non mancano. Mancano le priorità.
Perché la sostengo
Mi batto da anni perché i caregiver familiari escano dall'invisibilità. Nel 2018 abbiamo ottenuto un primo riconoscimento con il comma 255 della legge di bilancio: un passo, non un traguardo.
«Finché curarsi sarà un privilegio e assistere un atto di eroismo solitario, l'Italia rimarrà un Paese a metà. È l'ora di rovesciare la piramide delle priorità: voltare pagina significa tornare ad ascoltare chi fa più rumore nel silenzio, gli ultimi.»
Tre cose che potete fare oggi
- Firmate la petizione. Serve un minuto e non costa nulla, perché la campagna non chiede denaro. 👉 https://c.org/N8rPmcjshB
- Condividete questo articolo e il video. Mandateli a chi assiste un familiare e pensa di essere l'unico. A chi ha rinunciato a una visita e si è vergognato di dirlo. A chi lavora in un reparto con metà del personale necessario.
- Leggete il libro da cui tutto nasce: La cura negata. Anatomia dell'abbandono di Mario Sommella, scaricabile gratis e liberamente diffondibile: mariosommella.wordpress.com
La petizione è aperta dal 1° settembre 2026 e si chiude il 31 gennaio 2027. Se la cura è un diritto, deve essere garantita. Altrimenti resta una parola scritta in una legge che nessuno applica.
Un abbraccio
Laura Bignami